sabato 6 febbraio 2010

CINZIA / 4

ricordi Pictures, Images and Photos

Ho in sospeso la tua storia, come una vigliacca l'ho girata e rigirata dentro di me, ma tu sai, Cinzia, che devo portarla avanti.
Devo scriverla per poterla leggere e ammettere che non ci sei più da tanto tempo, che non sei partita come vorrei nei miei sogni ma che sei morta.
Morta di aids, morta da sola nel reparto infettivi di brescia e sepolta nemmeno al tuo paese ma a Sirmione, il perchè non lo saprò mai.
Le nostre strade non correvano più parallele, ti avevo lasciata perdere, ormai fuori da ogni mio capire tu continuavi la tua vita tra pifferai e incubi dove non c'era più giorno ne notte.
Continuavi a essere una ragazza piena di iniziative, ti sentivo ogni tanto alla radio, cercavi di lavorare e io mi stupivo sempre come riuscivi a dare una parvenza di normalità alla tua vita.
Incontrarti era solo stare male, troppe le domande senza risposte, ti ricordi Cinzia quella volta in ospedale?
Si iniziava a parlare del male del secolo, sembrava una giusta punizione per persone che fottevano solo se stesse, che vivevano fuori da ogni regola.
Ti ricordi?
Eri venuta per i denti, quasi non ti ho riconosciuta, tu che invece di venirmi incontro ti eri ranicchiata su quella sedia, quasi nascosta e persa dentro al giaccone, tu che mi guardavi con quel tuo sorrisino che non arrivava più agli occhi.
Ho dovuto nascondere lo stupore e si, la paura, abbracciarti è stato come stringere un fantasma, non c'eri più.
Non eri la mia Cinzia, quella che mandava al diavolo tutti e tutto, eri solo uno scheletrino pieno di dolore e di rimpianti.
Parlavi con gli occhi, solo una volta ho sentito la tua voce, "l'ho presa" solo quello mi hai detto. Facile capire, vero?
 
Una condanna a morte, lo sapevi e lo sapevo, l'abbraccio è rimasto muto, più forte, senza pause e senza lacrime, quelle scorrevano a fiumi dentro.
é stata l'ultima volta che ti ho visto, attraverso amici comuni ho seguito il tuo cammino verso la morte, ho saputo di tutto quel dolore che ti ha accompagnato verso quel traguardo e la cosa che mi fa più male è che adesso nessuno si ricorda più di quei morti.
Nessuno ricorda lo sfacelo di una generazione, la mia, ora non ci sono più eroinomani, ma milioni di ragazzi che sballano solo il sabato sera, tanti pensano che sia quasi normale farsi solo al sabato di alcol e paste, se ogni tanto scappa il morto i giornali e la tv. ne parlano per 3/4 giorni e tutto ritorna come prima.

Vedi Cinzia, la tua morte non ci ha insegnato niente, perchè quelli che si sbattono in disco ogni sabato sono i nostri figli, siamo diventati troppi menefreghisti e egoisti, gli abbiamo aperto le porte senza dire loro che di pifferai è ancora pieno il mondo.
Pifferai sempre alla moda, con specchietti fatti di reality idioti all'insegna del tutto e subito, dell'apparire ma del non pensare, quasi a creare una generazione tutta uguale, amorfa e idiota, pronta a inchinarsi a qualsiasi padrone garantisca loro il divertirsi e un vivere senza problemi.
No, Cinzia, non saresti contenta di questo vivere, di quest'ammasso di gioventù senza più sogni, ma il male maggiore è che non se ne rendono conto, tutto viene macinato talmente in fretta che nemmeno si accorgono di vivere.
Ciao Cinzia ora posso lasciarti volare via, mi sciolgo dall'abbraccio del ricordo e ti vedo,
buon viaggio.

42 commenti:

  1. Commentarti è come sporcare le tue parole. Ma ti ho letta e mi ha fatto male.
    Vivi per i morti, e per fare bene e male ai vivi.
    Un bacio

    RispondiElimina
  2. Che tristezza non ci sono parole...ti lascio solo un bacio

    RispondiElimina
  3. E' vero: non ci sono parole. Ma solo dolore e tanti perchè...
    Un abbraccio!

    RispondiElimina
  4. ...e restano i ricordi a parlarci di chi non c'è più..
    a volte ricordi felici..altre volte ricordi che sdradicano dentro...

    molto sentita Sister...molto intensa e diretta, come sempre...

    RispondiElimina
  5. PENSO CHE SE I CONTENUTI SONO COSI PROFONDAMENTE BELLI E MARCATI , E' ANCHE PERCHE' LO STILE E LA SINTASSI DI QUESTA LIRICA IN PROSA,E' MERAVIGLIOSA

    RispondiElimina
  6. Ne ho visti un paio anche io finire così, senza nemmeno la forza di urlare al mondo la loro rabbia.Hanno voluto finire la loro vita da soli, senza nemmeno l'affetto dei cari, quasi a volersi sentire unici, almeno una volta.Ti lascio un abbraccio in una sera piovosa, sperando che possa rasserenarti un pò.

    RispondiElimina
  7. Anch'io ho l'opprimente sensazione che ci si stia prodigando per creae una generazione omologata, schedata, plagiata.
    E' un racconto drammatuco che fa venire i brividi, Cesy.

    RispondiElimina
  8. Lontano di gia' si e' ritirato il mare 
    Ma nei tuoi occhi socchiusi 
    Due piccole onde son rimaste
    Demoni e meraviglie 
    Venti e maree 
    Due piccole onde per annegarmi. 

    ~ Jacques Prevert ~

    RispondiElimina
  9. ecco...dopo il post allegro  uno triste....beh...lo so che tu sei fatta cosi cara amica, di ricordi dolci e amari....cosi è la vita...non è una critica la mia , solo una constatazione , è ovvio che ognuno il suo blog lo 'vive' come vuole e tu sai che ti voglio bene , sei cosi carina mi hai lasciato in commento quel piccolo gattino che (se nn erro) fa la psta sulla sua mamma....com'è dolse!!!! :-) grazie!!!! ciao e miao...

    RispondiElimina
  10. Per Cinzia la sofferenza è finita.... e in qualche modo anche la tua.
    Buona serata Cesy.

    RispondiElimina
  11. Buon viaggio.....da chi ha alzato la voce, ha urlato che nessuna punizione può calare sugli uomini.

    RispondiElimina
  12. Come si fa a commentare questo post?
    Ha senso dire che è splendido?
    E' di qualche utilità abbracciarti?
    Però, queste tue parole potrebbero lasciare un segno, raggiungere la comprensione di un'anima, anche una sola, non importa; ma quella sola, unica, anima, leggendoti potrebbe forse capire, sebbene sia molto difficile. Potrebbe ripensare ai pifferai, e in uno squarcio di lucidità, simile a una luce che improvvisa appare nel buio della notte, comprendere che sta correndo verso un destino che non merita, che nessuno merita; ma che mercanti di morte, parassiti e altri esseri ignobili propagano per i loro sordidi fini.
    E allora, Cinzia sorriderebbe.
    Per una volta ancora.

    RispondiElimina
  13. Che storia triste!
    E quanto sono vere le cose che dici sulle nuove generazioni: i nostri figli... paradossalmente mi sento più triste per loro, che pur sono vivi, che per quelli che se ne sono andati...
    Lilli

    RispondiElimina
  14. Sai qual'è la fregatura? Che noi non siamo stati apaci di trasmettere a chi è venuto dopo di noi la paura delle sballo, gli abbiamo, forse, insegnato che la droga fa male, ma bere fa figo

    RispondiElimina
  15. Molto triste che fa pensare, scrivi queste cose con il cuore, brava.

    RispondiElimina
  16. Sister...mia carissima amica..t'ho vista passare da me,avrei voluto scambiare con te due parole..perché delle volte la scrittura non può esprimere tutta l'emozione,il sentimento..e ora che ho letto questo tuo post,il disagio..che comprendo bene,sino in fondo,che tu hai così bene espresso..ma che ora,proprio in contemporanea-dopo aver visto un incontro su pomeriggo cinque,l'ennesima polemica sul cambio sesso-l'incomprensione e l'incapacità di vedere le cose nella giusta prospettiva-si guarda il dito e non la luna che si indica-offrono la sponda ad una riflessione che non lascia scampo..perché oggi,come negli anni ottanta non ci fu-per tornare al tema dell tuo bellissimo post-la visione globale dei termini di ciò che avveniva e continua ad avvenire,sotto gli occhi di persone che non comprendono altro se non l'aspetto spettacolare del problema..questa mancanza di valori essenziali,questo superficialismo imperante che trasversalmente inspregna la nostra società.c'e troppa ipocrisia,c'e troppa sicurezza,c'e la convinzione che la vita sia eterna e immutabile..c'e l'errore frutto della giovanil baldanza..c'e il sesso promiscuo e semplice come bere una lattina di birra,c'e la non consapevolezza,che gli errori di oggi si pagano un domani..insomma cara cesy vorrei tanto esprimere tutta me stessa,il disagio,la sofferenza interiore che non riesco ad esternare...quando sento un prete che dice:non deve passare il messaggio che sia facile cambiar sesso..come posso non sentirmi stanca inadeguata..a spiegare l'abbisso d'insopportabile mal du vivre che una persona come me sopporta...ma ora ricordando assieme a te questa tua amica cinzia,alla quale aggiungo tante e tanti che ormai sono in sua compagnia-perché ricordando una persona,questa non muore mai-con un'unica speranza,che il passato-e i suoi errori-serva a migliorare il futuro,iniziando dal nostro presente..ora ti saluto amica mia,scusandoni con te per queste mie riflessioni un pò confuse e un pò frutto della mia emotività al momento..ma son fatta così,troppo extrasensibile,ma con la speranza,che persone come te,possano-assieme,me compresa-costruire una realtà alternativa a ciò che vive sotto i nostri occhi..buone cose e serenità per te ed i tuoi cari,tvb,tua j

    RispondiElimina
  17. Una lettera emozionante che mi lascia con l'amaro in bocca, un addio che non è un vero addio, perchè cerca di tenere vivo il ricordo, un abbraccio prima della partenza ad una persona che hai amato e perso...vi stringo entrembe!

    RispondiElimina
  18. Mio Dio.
    Quante riflessioni lasciano nascere, le tue parole.
    Quanta tristezza.
    Ti lascio un saluto lieve

    D.

    RispondiElimina
  19. Cinzia, ora ha pace...vive nella pace e del trambusto della sua vita terrena, forse, non ricorderà più nulla...
    Il suo, come quello di tanti altri, è stato il destino crudele e avverso, per essersi trovata nel posto sbagliato, con persone sbagliate, nel momento sbagliato.
    Si, allora si facevano di eroina, droga pesante e molto distruttiva, devastante e dove nelle frenesie tra una crisi di astinenza e l'altra, non veniva fatto caso allo scambio delle siringhe...
    Credo che ai tempi attuali forse non avrebbe contratto la malattia, ma ciò nondimeno, la sua vita sarebbe stata un inferno, perchè non c'è stupefacente più ingannevole della cocaina.
    La cocaina è come una dama gentile, delicata, che sembra presente con discrezione.
    I giovani le si avvicinano e le si accostano e la assumono, dapprima saltuariamente ( sballo del sabato sera). Si convincono, per lungo tempo, di non esserne schiavi...mai chiamarli tossicodipendenti ( per il solo motivo che per lungo tempo riescono ad assumerla saltuariamente)...
    Poi, poi e poi è il tunnel della disperazione...
    Sono vicino a te, nel tuo profondo dolore...

    RispondiElimina
  20. bellissimo il blog...un'atmosfera come non ne ho trovate molte...mi hai incantata:-)!

    RispondiElimina
  21. fra pochi giorni è carnevale.....sei pronta....?
    un bacio coloratissimo
    Lilla

    RispondiElimina
  22. molto commovente e molto vibrante....
    un abbraccio
    mary

    RispondiElimina
  23. Buona serata e buon San Vaentino, un abbraccio Carla

    RispondiElimina
  24. Un abbraccio a te e una carezza al ricordo di Cinzia.

    RispondiElimina
  25. ...quante lettere ho scritto....li riposte nel cassetto delle cose perse...
    tante volte si fa l'errore di scrivere e non spedire...
    ed è come non aver tirato fuori nulla..


    RispondiElimina
  26. Anch'io non trovo le parole, Cesy. Purtroppo quello che si sta preparando è esattamente quello che tu scrivi. E la colpa sarà anche nostra. Un pensiero per Cinzia, ovunque sia, spero finalmente in pace.Un abbraccio per te.

    RispondiElimina
  27. E ora che la lasci andare, lei ti sarà sempre vicina, serenamente, per sostenerti in ogni momento.
    Hai detto cose giustissime, sacrosante.... purtroppo!
    A presto Cesy, un abbraccio.
    giusy

    RispondiElimina
  28. Grazie di essere passata da me, non dico nulla, già hanno detto in troppi, ma sappi che anche se non ci credi per un attimo ho sentito una lama entrarmi nel cuore, leggendo ciò che hai scritto è venuto a galla un pò del mio passato che avevo chiuso in un cassetto......................

    RispondiElimina
  29. senza parole...
    forte e intenso

    RispondiElimina
  30. L'ombra del fallimento di una generazione che si 'allunga' su quella successiva...ma ci sarà pure qualcosa da salvare...

    RispondiElimina
  31. Nonnapaola senz'altro amava anche i gatti.
    Nonnapaola traboccava d'amore, di quell'amore universale stupendo...
    Nonnapaola era magia e la chiamavo Divina.
    Grazie:-)

    RispondiElimina
  32. Che strani che siamo noi!
    Quando sentiamo parlare di droga, di sballo e di aids, pensiamo a conseguenze ineluttabilii effetto di vite sregolate: ma giusto fio per questo viver al di là.
    Poi ci capita di conoscere ed incontrare la nostra Cinzia, e la nostra mente -ed il nostro cuore- trovano altri perchè.

    RispondiElimina