
Sono 16 anni che conviviamo con questo cuore un pò lento e pieno di cicatrici, sia a pranzo cena e colazione ti preparo sempre le tue pillole, l'ultima come una buona notte te la servo con un bacio alle 22.
Se andiamo in vacanza come prima cosa preparo la sacca delle medicine, il resto è secondario.
Quanti esami in questi anni, anche le angioplastiche con i relativi stend sono solo fascicoli nella tua cartella medica.
Dieci giorni fa gli ultimi, un holter delle 48 ore e un ecocardigramma, tu sai che per me è sempre come la prima volta, mi torna la paura e l'ansia non mi da pace.
L'esito dell'eco l'abbiamo avuto subito, sembrava abbastanza bene, per l'holter naturalmente dovevamo aspettare.
Martedi mattina mi ha chiamato Fappani e sentendo la sua voce ho capito che qualcosa non andava.
L'ha presa alla larga, saluti e complimenti e poi ridendo mi ha chiesto se ero seduta, mi conosce bene, vero?
Sa la mia fragilità, sa come sono apprensiva e sa benissimo che sono due i cuori da curare, naturalmente ho dovuto sedermi, il mio di cuore stava urlando così forte che faticavo a sentire quello che diceva.
Troppo pesante la terapia e nonostante questo troppe artmie, per sicurezza lui consigliava di impiantare un defibrillatore.
Ho respirato a fondo e ho fatto mille domande, tu sai che con Fappani posso permettermelo, ci ha visto sempre assieme, è con me che parla della terapia che fai, lui sa che sono io quella che non si dimentica, e come potrei?
Abbiamo parlato a lungo e ci siamo lasciati con l'appuntamento di vederci oggi a mezzogiorno in clinica, così ti avrebbe spiegato tutto.
In questi giorni non ne abbiamo parlato più di tanto, il magone che avevo dentro ogni tanto si disperdeva in un pianto solitario e cercavo di vedere il lato positivo.
Oggi sei venuto a prendermi e mentre salivamo a Ome mi hai parlato, con calma mi spiegavi che non dovevo preoccuparmi più di tanto, che tu sapevi gestirti bene, naturalmente ti riferivi al tuo andare in moto, alle tue passeggiate in montagna.
Io fissavo le colline della Franciacorta, sbarravo gli occhi per tenere dentro tutte quelle lacrime che li stavano allagando, guardavo tutti quei colori autunnali confondersi in una macchia color oro e mi sentivo una vigliacca.
Non ti avevo detto niente, non ne ero stata capace, come dirti che dovevi riinventarti un altro vivere?
Come dirti che le tue gite domenicali in moto su per i sentieri delle nostre belle valli non erano più possibili?
Fappani come sempre è stato un grande, l'ha buttata sul ridere, l'ideale sarebbe andare in barca a vela!
Certo, non è una passeggiata, per un mese non potrai nemmeno guidare, non pensare che io ti faccia da autista, chiederai al sindaco che ci pensi lui se ti vuole in ufficio!
Anche ora che sto scrivendo, che sto buttando fuori questo mio disagio ti penso e mi viene da sorridere.
Sorrido pensando a dove sei ora, con la nostra Mara alle ferrate di Casto, sei pazzesco e ti amo perchè sei così, unico e speciale.
Sai darmi la certezza del tuo amore e sai farmi capire che la vita va vissuta attimo per attimo, assaporandola in ogni suo contesto, e quando fai una promessa la mantieni sempre, per questo sono quasi serena, ieri sera mentre ero nascosta nel tuo abbraccio mi hai promesso almeno 50 ancora insieme, per ora mi basta questo, poi vedremo ...
Domani è il tuo compleanno, auguri vita mia, che i nostri cuori siano capaci di sopportarci ancora per tanto ma tanto tempo.