domenica 15 febbraio 2009

I Balarì


Mio papà era un "Balarì"!


Mio papà è nato a Ponte Caffaro, frazione di Bagolino, paese famoso oltre per il suo formaggio (il "bagoss") per il suo carnevale.


Carnevale che si festeggia sia a Bagolino che a Caffaro, come si può immaginare, in una feroce rivalità!


Ricordo che mio padre iniziava ad andare su a Caffaro a dicembre, dove iniziavano "a provare" i vari balli.


Come carnevale è strano, ci sono si i "mascher", ma i più aspettati sono i "balarì".


Questo carnevale è antichissimo, le origini si perdono nel tempo, si sa solo che è sempre stato tramandato da padre in figlio, sia la musica che i costumi.


Da adolescente per me erano 2 giorni fantastici, si iniziava il lunedì alle 6 di mattina con la messa nella chiesetta di S. Giacomo e relativa scodella di brodo caldo da bere.


Poi ci si portava in paese e si iniziava la festa!


Allora nella "compagnia dei balarì" c'era oltre mio padre, due zii che ballavano più 5 o 6 cugini,  lo zio Bepi suonava l'armonica a bocca e c'era  zio Giovanni (zio non so perchè) che senza una mano riusciva a suonava la viola.


Noi ragazze eravamo vestite da "mascher", gonne lunghe a righe, con scialli incrociati e camice bianche, ai piedi gli "sgalbèr", zoccoli di legno che per l'occasione venivano "chiodati", e che ogni tanto facevamo strisciare  per terra traendone dei suoni assurdi.


In braccio  portavamo il "bèstèrèl", un portainfante di tela con dentro un bambolotto, oppure in spalla si portavano forche o si facevano suonare "le cioche dè lè ache".


Ma la nostra "parte" era quella di sorvegliare il cappello dei nostri cari.


Già, il cappello, descrivere il costume dei "balarì" è troppo lungo, parlo solo del cappello che veniva rifatto ogni anno.


Tutti gli anni per quel periodo si radunava tutto l'oro di casa e lo si cuciva sul  cappello, avete presente?


Un cappello rosso, con metri e metri di nastro e tutto incastonato d'oro!


Un cappello molto pesante, portato sopra ad un fazzolettone la cui punta scendeva sulla fronte e sulla maschera, quando erano stanchi e sudati noi dovevamo essere sempre a loro disposizione per tenere il cappello.


La festa durava tutti e due i giorni, i "balarì" si fermavano dove erano invitati sotto forma di dolci e bevande, era bellissimo vederli ballare "l'Ariosa" o "il ball en amourr".


Troppi sono i ricordi, i "Balarì" di allora non ci sono più, ci sono i figli e i nipoti, la vita va avanti, ma quanta malinconia.



Sicuramente il 24 febbraio andrò su a Caffaro, ci sarà senz'altro la zia Maria, la decana del paese, che i giovani vanno a prendere perchè sia lei  a intonare con la sua voce forte  canzoni ormai perse nel tempo. 


23 commenti:

  1. Ciao, questo caratteristico Carnevale lo avevo già visto alla tv negli anni. Non sapevo fosse in Lombardia. Stupenda cosa avere nel proprio dna tradizioni antiche, il filmato con i violini...mi pare che quella musica abbia un pizzico di occitano, forse per via dell'influenza celtica. Ho una passione per la musca occitana e celtica in genere. Molto bello.


    La foto in montatura con i gatti ce l'ho anch'io in FB, me l'ha fatta mio figlio. L'ho interpretata:

    Micetta grande con il piccolino, guardano alla tv il babbone Stiv (il mio ultimo Amore) Fossi capace te la manderei volentieri, Carla

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  2. Trop bu al bagoss!

    un abbraccio :-)

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  3. Interessante.... un abbraccio:)

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  4. E dimenticavo...buona domenica Cesy!!

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  5. Trovo meraviglioso coniugare le tradizioni alle ricorrenze carnascialesche...

    Per te il giorno 24 febbraio sarà il rinnovare vecchie emozioni che si rivestono di nuovo...

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  6. Buongiorno sister... deve essere bello rinnovare certe tradizioni...

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  7. Buongiorno sister. ma è bellissimo, mi piaciono tantissimo le tradizioni e chissà che bei colori, mi piacerebbe tanto vederli. bellissimi ricordi. ciaooo

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  8. Hai una capacità di trasmetetre i tuoi ricordi...la nostalgia.....e ciò che nascondono, con tuo padre, gli zii....sei splendida!

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  9. Ti dicono quello che già ti hanno detto

    Le cose semplici e le tradizioni sono le piu' belle!!!!


    sai che ho un'amica a Bagolino???

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  10. Il ricordo del passato è a un tempo dolce e amaro...

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  11. Mi piace passare da te e trovare questa dolcissima nostalgia per le cose perdute. Dicono che nel passato tutto rimane vivo ed è solo il presente a confermare ciò che si è smarrito. Allora rimaniamo con la testa all'indietro a guardare momenti indimenticabili, fingendo che tutto è rimasto intatto come lo ricordiamo.

    Da te si vive l'emozione. Sempre.

    Ciao Sister :-)

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  12. Le tradizioni dei paesi di montagna, radicate nel tempo e nelle persone.

    il papà di una persona che conosco abita a Bagolino

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  13. Mi piacciono tanto le tradizioni, quando vengo qua mi sento a casa mia.

    Un abbraccio

    Lucia

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  14. Dovrebbe essere una cosa bellissima, poi quando si intonano canti del passato e tradizionali si ritorna indietro negli anni e si ricorda le vecchie usanze.

    Ciao

    Vinicio

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  15. Come spesso accade sul tuo blog si parla di un passato,sempre vivo nella tua mente,ma che lo è così tanto da sembrare presente.Sono ricordi molto belli e grazie di rendercene partecipi.Deve essere bello quel carnevale a giudicare dai volti dlle persone del video!Chissà...magari una volta vado a vederlo!Un abbraccio e una buona giornata.

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  16. Sarebbe importante non perdere le tradizioni....perderemmo una parte importante di storia dei luoghi.

    Ti abbraccio

    Biby

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  17. Cultura delle tradizioni!!


    Bello il post e i video ;-))


    ciao

    angela

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  18. sarebbe bello mantenere vive le tradizioni...

    ti abbraccio!

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  19. utente anonimo2 marzo 2011 15:31

    CI SONO ANCORA TUTTI ASSOLUTAMENTE TUTTI IL PARTICOLARE E' CHE NON LI VEDIAMO I BALARI... I NOSTRI ANTENATI  SONO IN ATTESA DEL NOSTRO RITORNO A CASA SENZA  VESTITI FISICI PERCHE ' LASSU' LA VERA FESTA DI CANEVALE  E' UNIVERSALE PER TUTTO E PER TUTTI PIU' QUI  RESPIRIAMO AMORE E ALTRUISMO PIU' SARA' FACILE SENTIRE LE MELODIE DEL CUORE DEI  BALARI.....

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