giovedì 8 maggio 2008

Un'altra storia...

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Nel mio cuore, mescolato tra ricordi di animali che hanno condiviso un tratto di cammino con me e la mia famiglia c’è il ricordo di una “gazza ladra”, chiamata Checco, ora vi racconterò questa simpatica storia sicura di trovare in voi degli ascoltatori attenti e partecipi.

Dove abito non ci sono gazze, per vederle bisogna spostarsi nel mantovano, nella piatta pianura padana, io vivo tra le colline moreniche che fanno da sfondo al lago di Garda da una parte, dall’altra la città di Brescia, con vista sul monte di casa la Maddalena.

Ho scoperto questi meravigliosi volatili andando al mare, percorrendo l’autostrada se ne vedono tantissimi e sui pioppi penzolano i loro inconfondibili nidi.

La storia inizia al mare, per l’esattezza a Castiglione della Pescaia, quell’anno eravamo col carrello tenda, ricordo che siamo arrivati al campeggio Etruria, a mezzogiorno, c’era un assordante concerto di cicale, (a noi sconosciute) già preoccupati pensando alla notte abbiamo montato il carrello.

Va detto (a sentire gli abitanti) che a Castiglione non piove mai, sarà vero, ma quell’estate i temporali ci volevano bene…. e di notte spesso e volentieri era tutto un tuono, fulmini e scrosci d’acqua.

Il campeggio sorgeva nella pineta maremmana, sui pini sopra le nostre teste c’erano i nidi delle molte gazze che vivevano e mangiavano (si può dire) con noi, era uno spasso buttare loro dei pezzettini di cibo, sembrava che ci ringraziassero con la loro testolina ballando attorno a noi.

Una notte tra pioggia e tuoni sentiamo i disperati urli di gazze e miagolii altrettanto furiosi dei gatti che vivevano in campeggio, Dario ed io ci catapultiamo fuori e proprio sotto la “camera” vediamo un cucciolo di gazza che cerca di farsi il più grosso possibile per spaventare il gattone che incombe su di lui.

Naturalmente scacciamo l’infuriato felino, cercando di prendere con delicatezza il terrorizzato piccolo, accorgendoci così che ha una zampina rotta.

La mattina cerchiamo la mamma gazza, ma invano, mio figlio è “sicuro” che sia finita tra gli artigli del gatto, dunque il piccolo è nostro!

Giriamo tutta Castiglione per cercare informazioni per poterlo curare, ma la risposta è che “ci sono tante gazze”….

Compriamo una gabbia per metterlo al sicuro dai gatti, poi con delicatezza mio marito ed io gli “stecchiamo” la zampa rotta con il legno di un gelato, il trauma subito sembra passare col cibo che ingurgita in continuazione.

Passano i giorni, della mamma neanche l’ombra, ormai per noi è di famiglia, gli abbiamo trovato anche il nome Checco ….. lasciarlo è impossibile!!!!

Così finite le ferie, si parte verso casa con Checco a seguito, la zampa sembra saldarsi bene, inizia a saltellare tutto contento “sentendo” che il pericolo dell’abbandono è svanito.

Tornati a casa, c’è il solito tran tran, il lavoro, la casa e …. Checco, mio marito gli ha costruito una gabbia enorme che mettiamo in terrazza, è il punto di ritrovo preferito di tutti i bambini della via, tutti gli vogliono bene, tutti lo vogliono vedere.

Passa l’autunno e pure l’inverno, è primavera e Checco è bello come il sole, l’unica cosa è che lui si strappa le piume della coda, fa ridere, tutto bello e senza la coda ….

Lo porto giù in giardino, lo lasciamo libero cercando di fargli capire che DEVE imparare a volare, lo incitiamo, lo blandiamo con paroline dolci come fosse un bambino capriccioso, ma lui niente,

come un pollo mi segue zoppicando, sembra dirmi che lui sta bene dov’è, non se ne vuole andare, lo guardiamo sconsolati non riusciamo a fargli capire che lui è una gazza, che deve volare, lo riportiamo a casa e lo vediamo felice nella sua “prigione”, gli lasciamo la porta della gabbia aperta ma lui va e viene sempre saltellando.

Che fare??? Ora è giusto che ritorni a essere un uccello, che impari a volare e a vivere da gazza.

Ne parlo sul lavoro, una mia collega mi dice che suo cognato è un appassionato di pappagalli e volatili di varie specie, abita sulle colline con vista lago, ama i suoi uccelli e li lascia liberi di volare nel grande parco che circonda la sua villa.

La soluzione sembra ottimale, Checco vivrà in semilibertà, certo separarci da lui è un dolore, ma anche mio figlio capisce che per il nostro amico è l’ideale.

Con tristezza salutiamo il nostro Checco, con la promessa di andare a trovarlo, la mia amica mi rassicura che avrò sempre sue notizie tramite lei.

Passano i mesi e a Checco lasciato libero di scorazzare dove vuole, è cresciuta una splendida coda, riesce a fare dei piccoli voli tornando sempre a “casa”, è una gazza felice, seguendo i suoi progressi ci sentiamo tutti contenti per lui, sicuri di aver fatto la scelta giusta.

Ma una mattina, appena arrivata in ospedale, mi vedo venire incontro Mariella che mi abbraccia scoppiando in lacrime, spaventata, penso ….. non so cosa penso so solo che il mio Checco non c’è più.

Il cognato di Mariella era andato a Milano, per sicurezza aveva rinchiuso Checco nella gabbia, indovinate quello stupido uccello che cosa ha fatto????

Annoiandosi si è strappato tutte le piume della coda, quando è stato “liberato”, ha ripreso a fare come il solito i suoi piccoli voli.

 Ma senza coda è un problema volare, lui era abituato a sorvolare la piscina per il lungo, ed è proprio nell’acqua che è stato trovato …..morto.

Ecco questa è una “storia” che fa parte di me, un amico che mi è rimasto “dentro”,

un amico che quando mi vedeva saltellava come un pollo, mi veniva incontro felice dicendomi con una voce gracchiante : “ ciao come stai?”.

 

 

18 commenti:

  1. hai un modo di scrivre che mi ipnotizza!un bacione

    Selma

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  2. Beh a me è successa la stessa cosa con un “luì piccolo” (credo sia un passeraceo) Anche lui non poteva volare per una zampina rotta. Io ho provato a fargli vedere come si faceva e mi sono buttato dalla finestra del primo piano!

    Risultato: lui non sa ancora volare ed io ho fatto la protesi all’anca!

    Poi ho provato a tuffarmi in piscina dai tre metri:

    Risultato: lui non sa ancora volare ed io sono mezzo affogato perché non so nuotare!

    Che dici, non è meglio che lui impari a camminare con le stampelline?

    Ciao, bacioni!

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  3. quando ero bambino , a casa mia venne una gazza ladra.gli davo sempre da mangiare,si era affezionata a me piu di un cane. mi seguiva sempre.dopo un anno la sgridai perchè aveva ucciso degli uccellini piccoli,se ne andò e non tornò più.

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  4. La storia,ha un finale triste,ma è incredibile e dolcissimo il tuo rapporto con gli animali,e il tuo modo fantastico di raccontarlo...un bacione,bravissima!

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  5. Dolce cesy....ho letto le tue parole sul mio post...Non posso conosco abbastanza parole per alleggerire il tuo cuore...Non so come fare...Solo se potessi ti abbraccerei e ti direi...La tua mamma, le parole che vuoi dirle, le sente e non perchè tu le pronunci..ma perchè le riceve direttamente dal tuo bellissimo cuore...

    Un dolcissimo abbraccio, dolce notte

    criss

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  6. Una storia molto commovente...

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  7. Scusami se non sono troppo presente....ma tu sei nel mio cuore..grazie di tutte le volte che passi,mi fa' un piacere enorme..in questi giorni ,mia madre non sta' troppo bene,quindi il tempo è davvero poco mper me..

    Sei dolcissima..questa storia mi da' ragione..

    Ti abbraccio forte,e ti lascio un sorriso il mio,il migliore che ho..

    Biby

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  8. Che tristezza, povero checco...


    Buon w.e. mia cara, smk

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  9. Povero Checco... cmq avete fatto tanto per lui e gli avete garantito la sopravvivenza salvandolo dal gattone...

    Siete una meravigliosa famiglia...

    Baci buon wee-end

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  10. RIECCOMI.....VIRUS RISOLTO...MENO MALE...TUTTA COLPA DI UN CONTATTO MSN CHE ME LO HA MANDATO....IO PENSAVO FOSSE UN IMMAGINE DA APRIRE E COSI HO COMBINATO IL GUAIO....MA MAI PIU, LA PROX VOLTA STARò ATTENTA ANZI NN ACCETTERò PIU NULLA DAI MIEI CONTATTI...

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  11. Un epilogo molto triste purtroppo, però una cosa è certa, sapeva cosa voleva dire libertà. Ciao Carla

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  12. Visto che scorrazzi spesso sulla costa toscana, se tu dovessi incontrare una gattona che somiglia a me e a Balena e che mi dicono scorrazzi da orbetello fino al forte dei marmi avvolta in un lenzuolo bianco, non ti impaurire quella è la nostra mamma Gata. Un abbraccio dai tuoi mici amici. Complimenti per l'impegno a favore di noi animali e per come lo sai trasmettere attraverso i tuoi post.

    "te guarda come che doveva esere conplicato il fratelo per fare un a bracio a una amicia"

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  13. Dietro ogni essere umano c'è un paradiso piccolo o grande

    dove ci si puo' rifugiare a sognare per vivere.

    ~ Romano Battaglia da Cielochiaro ~

    Dolce notte e sogni d'oro

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  14. anch'io ti mando un bacio..grande cosi'

    Biby

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  15. Grazie a tè!!...un abbraccio.

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  16. ehhehehhe...la foto sfida ti aspetta, si cara grazie va un poco meglio, diciamo...

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  17. simpatico aneddoto!


    buona domenica,Giuseppe

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  18. Anche io avevo una gazza da piccola... quasi stessa storia...

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